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Chimica del linguaggio: reazione è relazione

Chimica del linguaggio: reazione è relazione
“You see, technically, chemistry is the study of matter, but I prefer to see it as the study of change: Electrons change their energy levels. Molecules change their bonds. Elements combine and change into compounds. But that's all of life, right?"

"La chimica è, tecnicamente... la chimica è lo studio delle sostanze, ma io preferisco vederla come lo studio dei cambiamenti. Ad esempio, pensate a questo: elettroni, loro cambiano i loro livelli di energia; molecole... le molecole cambiano i loro legami; elementi... si combinano e cambiano in composti. Be', questa... questa è la vita, giusto?" // Walter White in Breaking Bad, Prima stagione.

 

La chimica studia il comportamento della materia in base alla sua composizione. (E fin qui)Le reazioni (chimiche) sono le rotture dei legami che uniscono atomi, che innescano nuovi legami, per creare altre entità. Ma il nostro Walt va oltre e, come sempre, ci azzecca: la vita ci insegna ad abbracciare le trasformazioni, assecondare i cambiamenti. Anche davanti alla sua classe di studenti annoiati.

Il destino di Walter dipende da fattori complementari: la purezza della produzione, la trasparenza del procedimento, l’interazione tra elementi. Dalla presenza ingombrante di un libro, Leaves of Grass.

Ci sentiamo osservate?

Sì, ci sentiamo osservate. Breakin Bad è una calamita, per noi scribacchine di fibra nerd. A volte più dell’eterno amore della copy wannabe, Mad Men – perchè on è solo un capolavoro di altissima fotografia e sceneggiatura. Se le molecole sono le parole della materia, allora è di più. In effetti, sono ore di furenti analogie con il mestiere di scrivere ed i suoi nemici. Un campo magnetico irresistibile.

Lettere e parole, giustapposte o contrapposte, provocano reazioni fisiche: sorrisi, dubbi, curiosità. Nel migliore dei casi affascinano, portano lontano. Eliminano barriere o impongono divieti.

To W.W. My Star, my perfect silence.

I passaggi di stato tra la materia assomigliano a quelli dei concetti da una testa a un’altra: trasferiscono energia, suggeriscono nuove interpretazioni di elementi già noti – meglio se espressi, economici. E un contenuto economico non è un contenuto che costa poco, anzi.

Primo Levi, nel suo libro La chiave a stella si ritrae chimico, quale era. In un dialogo con un meccanico di nome Faussone, descrive in modo poetico la professione, che conosceva molto bene: “Il mio mestiere vero, quello che ho studiato a scuola e che mi ha dato da vivere fino ad oggi, è il mestiere del chimico. Non so se lei ha un’idea chiara, ma assomiglia un poco al suo: solo che noi montiamo e smontiamo delle costruzioni molto piccole […].” – quasi invisibili, aggiungo io, ma molto potenti.

Scrivere per il business è spostare idee nella mente di chi legge, più che informazioni. Prendiamo la parola menta: con cinque lettere trasporta moltissime informazioni, tra cui il profumo inconfondibile, generato da una molecola precisa. Lo senti anche se non l’hai sotto il naso, vero? Lo porti con te. Ecco perchè una reazione riuscita si trasforma in una relazione.

Luisa Carrada, citando a sua volta Paul Valèry, ci ricorda di scrivere viaggiando leggeri come uccelli, non come piume. Di decollare con un obiettivo per mantenere la traiettoria; accompagnare le parole per non lasciarle galleggiare nell’aria, trasportati dal caso. Essere economici, brevi, sintetici – in fondo la (foto)sintesi stessa, in natura, è una reazione. Coincidenze? Forse no.

 

 

 

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